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Come
presentare uno dei tanti gruppi di base che fanno rock qui a Reggio
Emilia senza ripetersi e dire le solite banalità!? si, certo, ci
chiamiamo DAGO BLUSE: “Dago
red” è il titolo di un breve romanzo di John Fante, il nome ci è
piaciuto perché unisce il nostro amato vino rosso (e in generale la
nostra terra ) a italiani che sono emigrati in America, quell’America
in cui è nata la musica che più amiamo: il rock’n’roll, i
cantautori… Il Blues (o Bluse come dicono i neri americani ed anche
molti emiliani !?) lo abbiamo nel sangue.
Come presentare un altro gruppo che pretende di fare “rock
americano” (con tendenze alla non-professionalità) in Italia!?
un genere che innanzitutto presuppone determinati ideali e comunque un
modo di sentire, di vivere e di proporsi
che sono essenziali?!
Non propineremo a nessuno la solita pseudo-difesa del rock
( della serie: il rock è morto… il rock è vivo… il futuro
del rock è bruspringstin o bobdilan o forse elvis… e chi cazzo è
merilinmenson… ) contro ipotetici attacchi di nuovi ipotetici generi,
inveendo contro le mode e basandoci poi su chissà quali elementi
logico-razionali quasi del tutto inutili ( e sicuramente inefficaci ) in
questo campo: l’ arte.
Perciò vogliamo solo tentare di dare un’Impressione, cercare di fare sentire anche a qualcun altro cosa
sia questa specie di Fede
che ci unisce, di cosa voglia dire alle soglie del terzo
millennio avere ancora qualche ideale e Credere
profondamente di poter ancora trovare uno spazio di libertà.
Noi amiamo il rock, quel rock che unisce l’animalità dell’ uomo (
perciò il fatto di godere ) alle sue facoltà intellettuali, quel rock
che riesce ad essere veicolo di comunicazione semplice e universale,
veicolo quindi di trasformazioni sociali, gioia e comunione…
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