RECENSIONI


The rising - impotenza e schizofrenia

Ieri sera, 26 luglio 2002, abbiamo suonato alla festa de l'Unità di Rubiera (RE): concerto abbastanza buono, posto abbastanza triste, poco pubblico, molto vino… ieri pomeriggio è uscito il nuovo album del Boss: The Rising… l'ho comprato nella pausa pranzo ed ho dovuto ascoltarlo velocemente in macchina prima di tornare a lavorare (fanculo !!)… poi alle 18.30 mi sono catapultato a Rubiera per il soundcheck… che è durato fino alle 20.30… abbiamo cenato (tigelle, gnocco fritto, salume e Lambrusco "Conte pazzo")… ed alle 22.30 eravamo sul palco a sudare come maiali in un giorno umido e faticoso… il concerto non potevamo che terminarlo con "Glory days"…
Poi stamattina, sabato 27 luglio 2002, sono dovuto andare a lavorare (fanculo), dopo essere andato a letto alle 3,00 veramente distrutto… tirando qualche bestemmia e facendo uso sconsiderato di caffè, ce l'ho fatta ad arrivare abbastanza tranquillamente alle 13,00: ho raggiunto casa, ho fatto la doccia, mangiato qualcosina e, finalmente, è arrivato il momento più importante (musicalmente parlando) degli ultimi 13 anni, mi sono disteso sul letto, ho abbassato le luci ed ho messo nel lettore cd "The Rising", rotazione continua e volume adeguato…
Ma cosa è successo difficilmente ora riuscirò a descrivervelo… già il fatto di essermi rialzato dal letto, stanco come sono, ed essermi messo istintivamente a scrivere queste cose, non riesco a spiegarmelo neanch'io; anche perché non so bene a chi sto parlando !?
So solo che mi ha completamente travolto una specie di schizofrenia… innanzitutto al primo ascolto integrale del cd mi sono sentito, come musicista, IMPOTENTE di fronte a Mr. SPRINGSTEEN and the E STREET BAND che sono riusciti a sfornare un disco con Rock, Soul, Folk, R&B (!!!), Gospel, World music… amalgamati da un sound moderno e classico allo stesso tempo (mai presente prima in altri dischi del Boss), e da tematiche importanti, difficili, inquietanti… Springsteen è riuscito nell'impresa che cercava dall'88 quando ha sciolto la E STREET e, come nei migliori film, alla fine c'è riuscito proprio quando è tornato "indietro", quando ha riunito il cuore e l'anima, quando ha ritrovato il feeling e l'amicizia !!!
Certo, non si può parlare di capolavoro, non si può parlare del miglior Springsteen in assoluto, ma il disco è vario ed ha solo qualche piccola "caduta di tono" che, probabilmente, è voluta !?
Le tematiche principali dell'album sono: AMORE e MORTE, REDENZIONE e ASCESA, INQUIETUDINE e SPERANZA, FEDE… tematiche importanti e complicate… Springsteen cita Buddha e Hallah, fa iniziare un pezzo da un cantante Israeliano, scrive un testo nel quale rappresenta i pensieri di un kamikaze pronto a farsi saltare per raggiungere il suo Paradiso (!?)… e ancora: fa parlare persone che hanno perso i loro cari e persone che, nonostante le difficoltà incredibili della vita, trovano la speranza per andare avanti.
Insomma, il cantante più importante ed ascoltato d'America non sceglie la strada della rabbia o della celebrazione, non sceglie la compassione o la commiserazione, non sceglie nemmeno la via del patriottismo… Springsteen mette in campo le sue solite storie di persone semplici che devono combattere quotidianamente con l'Amore e la Morte, con la spensieratezza e con le difficoltà… e, soprattutto, DA' VOCE A TUTTI: santi e peccatori, vinti e "vincitori", assassini e assassinati…
Questo vuol dire scrivere un ALBUM e fare ARTE / POLITICA (nel suo significato più puro ed alto) !!!
Ne viene fuori un disco agrodolce, un disco che si basa su una musica spesso gioiosa e su flash che colpiscono l'immaginario della gente e probabilmente Springsteen, visto le tematiche molto cupe, ha proprio voluto agire sui CONTRASTI, sulla coralità, sulla speranza… un disco che ha in se un fragile equilibrio tra tristezza e speranza, un disco PER la gente.
Ho pianto due volte ascoltando "The Rising": ho pianto durante "Mary's place" perché la nostalgia si è impossessata del mio cuore e sentire quel sound anni '70 mi ha dato una carica emotiva incontenibile (e dal vivo, mamma mia che spettacolo che sarà !!!!!!)… poi ho pianto non più per nostalgia ma per vera e propria "emozione creativa", durante "Worlds apart" e qui, nonostante tutto, mi sono DOVUTO alzare ed ho dovuto scrivere, scrivere per non dimenticare, scrivere per condividere…
Credo che "Worlds apart" ("Mondi separati") sia il cuore dell'album ed il suo punto focale: partendo da una storia semplice e, apparentemente, banale (un soldato che, in un paese straniero, si innamora di una ragazza…) Mr. Springsteen riesce ad unire, con la musica, i due Mondi separati… la canzone parte con un canto arabo, dopo poco si unisce a quel canto la voce del Boss e, lentamente, strumento dopo strumento, arriva il Rock della band e tutto si ricompone: Rock, canto arabo, cuori… i Mondi separati trovano una vera e intensa SPERANZA in quella musica e in quelle EMOZIONI COMUNI !!!
Difetti ?? Forse molti si aspettavano un sound più chitarristico (visto il nuovo produttore scelto), forse molti avrebbero voluto delle canzoni meno "semplici" (musicalmente), forse i testi risultano, ad una prima lettura, più vaghi che in passato (ma, appunto, credo che sia una scelta ben precisa lavorare di più su flash e sull'aspetto corale…), forse, forse… rimane il fatto che l'album, nella sua interezza, funziona benissimo, raggiunge il cuore della gente grazie proprio alla sua semplicità e ad immagini dirette ed essenziali.
Inoltre, aspetto non indifferente, c'è anche una sterzata su tematiche molto più "religiose" che in precedenza: quasi a voler riaffermare che, di fronte a cose devastanti ed incomprensibili, la fede (e, badate bene, fede che significa più fede nella vita che fede in Dio) è l'unica cosa che ci può dare forza… la fede e l'unione (ecco perché c'è così tanto Gospel !!!).
Nel disco ci sono canzoni tristi, canzoni inquietanti, canzoni di speranza, canzoni felici / leggere… ci sono generi classici come il Folk, il Gospel e il Rock, ma anche cose volutamente più moderne incredibilmente amalgamate con il resto… c'è una voce matura e registrata in maniera ineccepibile, ci sono interpretazioni da brivido, c'è una band e, soprattutto, una base ritmica che rappresentano il Rock stesso… c'è insomma un Album che dimostra, se ancora ce ne fosse stato bisogno, la statura (e l'enorme sensibilità) di un artista che riesce con la Musica a comunicare veramente con le persone, a darci visioni intense del Mondo in cui viviamo e, soprattutto, a far muovere le coscienze e dare speranza…
Il BOSS è fra noi ragazzi: il ROCK E' VIVO !!!

See you up the road,
Riccardo
www.dagored.tk

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